Negli ultimi anni Dubai e, più in generale, gli Emirati Arabi Uniti si sono affermati come un hub strategico per le imprese italiane che vogliono espandersi verso nuovi mercati. Grazie a un contesto fiscale competitivo, infrastrutture di livello mondiale e una posizione geografica che ne fa uno snodo naturale verso Medio Oriente, Asia e Africa, oltre 600 aziende italiane hanno scelto di stabilirvi la propria presenza. L’interscambio commerciale ha raggiunto circa 8,8 miliardi di euro nel 2023, confermando una crescita costante.
Un ruolo centrale è svolto dalle free zones, aree speciali che consentono la piena proprietà straniera e offrono esenzioni fiscali e doganali, creando condizioni favorevoli per attività manifatturiere, tecnologiche e logistiche. I settori più dinamici per le imprese italiane includono l’energia pulita, le infrastrutture intelligenti, la robotica, l’intelligenza artificiale e l’agroalimentare innovativo.
La presenza italiana si è fatta particolarmente visibile alla fiera WETEX 2025, svoltasi dal 1° al 3 ottobre 2025 al Dubai World Trade Centre. L’Italian Trade Agency ha organizzato un padiglione nazionale di 600 mq con 50 espositori, tra PMI e startup, che hanno presentato tecnologie avanzate per la robotica e la sostenibilità. Nei primi cinque mesi del 2025, l’Italia ha esportato negli Emirati 130,6 milioni di euro di tecnologie per energie rinnovabili, con un incremento del 3% rispetto al 2024. L’evento ha accolto oltre 3.100 aziende da 65 Paesi, 68 sponsor e 18 padiglioni internazionali, diventando una vetrina fondamentale per stringere partnership tecnologiche e commerciali.
Il sistema finanziario italiano supporta questa espansione con strumenti mirati: Intesa Sanpaolo, insieme a ICE, SIMEST e SACE, organizza missioni imprenditoriali, offre finanziamenti e garanzie e fornisce consulenze specialistiche. Nel 2025, quindici imprese italiane dei settori food-agritech e design hanno partecipato a una missione a Dubai per incontrare partner e investitori locali.
Le opportunità sono significative, ma richiedono una conoscenza approfondita del contesto: l’introduzione della corporate tax al 9%, norme più stringenti su trasparenza e antiriciclaggio, rischi di doppia imposizione, concorrenza internazionale e differenze culturali e giuridiche impongono un approccio strategico e ben strutturato.
Per le imprese italiane, Dubai rappresenta oggi un hub internazionale di innovazione e cooperazione, un terreno fertile per sperimentare strategie di internazionalizzazione e modelli di partnership avanzati, con particolare rilevanza nei settori green e tecnologici.